La timidezza e la vergogna trovano le radici nell’infanzia, quando la persona ha avuto modo di sperimentare situazioni umilianti. Da dove nasce e come puoi superarla in età adulta?
Cosa causa la timidezza?
I sentimenti di timidezza e vergogna sono del tutto normali e non necessariamente devono rivelarsi un handicap per la nostra persona. Il problema diventa più grande quando diventano parte della nostra personalità, condizionando la nostra esistenza e il senso di autostima.
È nell’infanzia che si gettano i semi per una bassa autostima. I bambini sin da piccoli sviluppano una personale visione di sè, ma se vengono continuamente criticati, umiliati, derisi, inizieranno a pensare di non essere all’altezza, di avere qualcosa di sbagliato.
Da adulti con molta probabilità saranno portati a vivere un continuo senso di inadeguatezza in ogni contesto. Così nascono il timore di poter commettere errori grossolani e di diventare oggetto di scherno dagli altri.
Questo li porterà a stare sempre in disparte, convinti di non meritare l’amore e la gratitudine di nessuno in quanto “persone sbagliate e non degne“.
In casi estremi una situazione di questo tipo potrebbe facilitare la comparsa di rabbia e comportamenti auto-distruttivi nel tentativo di punire parti di sé inaccettabili.
Come vincere la timidezza
Per iniziare a combattere la tua timidezza, prova a seguire questi accorgimenti:
- Esponiti con naturalezza con le persone a te più care: potrai sperimentare che l’altro non ti giudicherà per ciò che sei. Così inizierai a riscrivere in modo diverso la tua storia, togliendo potere alla timidezza e al sentimento di vergogna.
- Alimenta le esperienze gratificanti: concentrati su ciò che potrebbe rafforzare la tua autostima. Sei capace di provare anche emozioni positive!
- Valorizza le tue risorse e i punti di forza: tutti abbiamo le nostre debolezze e i piccoli crucci, ma qualcuno riesce a mettere in risalto maggiormente gli aspetti positivi di sè. Provaci anche tu!
- Cambia prospettiva: se qualcuno ti sta osservando mentre cammini per strada, blocca il tuo pensiero automatico. Trasforma “sicuramente ho qualcosa che non va” in qualcosa di positivo: “mi trova interessante, avrà notato il mio nuovo taglio di capelli” e così via.
Quando è necessario chiedere aiuto
Spesso sono le nostre convinzioni errate che ci portano a dare una lettura specifica della realtà. Molti di questi schemi mentali e pregiudizi non sono altro che vecchie reminiscenze del passato, voci lontane di genitori iper-critici che non hanno fatto altro che rimproverare i nostri difetti e le nostre incapacità.
Se la tua timidezza è diventata paralizzante e vivi in un eccessivo isolamento, sarebbe opportuno valutare la possibilità di chiedere aiuto rivolgendoti ad uno psicologo. In qualità di Psicologa a Chieti e online, posso aiutarti ad affrontare il problema.
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